Comune di Finale Ligure - Case delle Fate

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Comune di Finale Ligure

Territorio

Il comune è situato sulla Riviera Ligure di Ponente fra i promontori di Caprazoppa, ad ovest, e di Capo Noli ad est.

La struttura urbanistica di Finale Ligure si articola in tre nuclei principali, fino al 1927 comuni distinti: Finalmarina (o Finale Marina), la zona di più recente urbanizzazione grazie al turismo, i cui abitanti sono chiamati "gnabbri" in dialetto finalese, Finalpia (o Finale Pia), sita sulla costa che conserva la struttura originaria della città e Finalborgo (o Finale Borgo, il capoluogo dello storico Marchesato di Finale circondato dalle antiche mura quattrocentesche e sovrastato dai castelli Govone e San Giovanni).

Nell'entroterra retrostante fanno anche parte del territorio comunale le frazioni di Calvisio, Gorra, Olle, Perti, Le Mànie, San Bernardino e Monticello per una superficie territoriale di 34,59 km². Più distante, verso Noli, la frazione di Varigotti, famosa per la sua spiaggia e per le caratteristiche abitazioni dei pescatori, in riva al mare, in stile saraceno.

Confina a nord con i comuni di Calice Ligure, Orco Feglino, Vezzi Portio e Noli, a sud con il mar Ligure, ad ovest con Tovo San Giacomo e Borgio Verezzi, ad est con Noli. Dista circa 25 km a sudovest di Savona e 75 km a sudovest di Genova.

Finale Ligure è il centro principale del comprensorio omonimo, il Finalese, che si estende da Spotorno a Borghetto Santo Spirito, entroterra compreso.


Storia e personaggi

La storia di Finale è straordinariamente ricca. Ogni epoca ha lasciato importanti testimonianze.Quelle relative alla preistoria sono d'assoluto valore europeo; molti reperti, ritrovati nei terreni delle numerose grotte presenti nel territorio finalese, sono di straordinario interesse per ricostruire il modo di vita dei diversi tipi d'Uomo preistorico. Dall'Homo erectus, al quale si deve la padronanza del fuoco, all'Uomo di Neandertal, che per primo introdusse le pratiche di seppellimento (la famosa sepoltura detta "del Giovane Principe", rinvenuta nelle Arene Candide e datata a 25.000 anni fa, è considerata la più bella tomba paleolitica europea), il finalese presenta per queste lontane culture il più ricco repertorio italiano di siti e ritrovamenti scheletrici. Molto importanti sono anche i repertori fossili del Paleolitico Superiore e Medio rinvenuti nella Caverna delle Fate e nell'Arma delle Manie, ed il "cimitero" paleolitico (ben quindici individui) scoperto nelle Arene Candide.Per quanto riguarda il Neolitico, il Finalese abbonda di siti e reperti, tanto da far pensare a dei veri e propri elementi "formativi" da qui diffusisi poi in altre aree. Sempre le Arene Candide hanno restituito ceramiche, tazze emisferiche, vasi a fiasco e ciotole sferoidali, recipienti, spesso decorati, asce, accette levigate, industria su osso.

Moltissimi di questi reperti sono conservati nell'importante Museo Civico ospitato nel complesso di S. Caterina a Finalborgo.Infine va ricordato che da oltre un secolo, il territorio finalese conserva, prima che fosse noto ogni altro complesso europeo d'arte preistorica, centinaia d'incisioni rupestri realizzate su vaste superfici piane di roccia (Ciappu de Cunche, Ciappu du Sa, Ciappu di Seji) che hanno fatto e fanno ancor oggi discutere. Passando poi alle epoche successive, non mancano a Finale le testimonianze pre-romane (Villaggio delle Anime, in località Perti), romane, che trovano nel sistema della viabilità il proprio tessuto connettivo (Strade Romera e Julia Augusta con i cinque ponti di Val Ponci), paleocristiane (la Pieve del Finale, chiesa battesimale del IV secolo), e bizantine (Castrum Pertice, Castra di Pia e Orco).


In epoca medioevale, con la formazione del Marchesato del Carretto, per molto tempo lo scenario della storia finalese avrà come protagonisti i discendenti della dinastia degli Aleramici che derivavano l'investitura dall'Imperatore. Il marchesato rappresentò a lungo un cruciale elemento di discontinuità e di destabilizzazione nell'ambito dei territori soggetti a Genova e lo scontro con la Repubblica culminò nella famosa Guerra del Finale del 1447-1449 raccontata da Gian Mario Filelfo. Dopo un periodo di massimo splendore, prosperità e fervore costruttivo (Castel Govone, Chiesa di Nostra Signora di Loreto, San Sebastiano, Campanile di S. Biagio, Chiostri di S. Caterina, Santuario di Pia) di "rinascita" del marchesato dopo le distruzioni genovesi, le vicende del marchesato s'intrecciano alle lotte tra Francia e Germania. A metà del secolo XVI Finale vive un periodo di decadenza (leggenda nera di Alfonso II).
Alterne vicende portarono nel 1602 alla vendita del Marchesato alla Spagna. Finale diviene per un secolo un territorio strategico, importante punto di sbarco, che permetteva il controllo del Nord Europa attraverso lo stato di Milano. Gli spagnoli puntarono su nuove vie di comunicazione (Strada Beretta nel 1666), una generale ristrutturazione del sistema difensivo (rafforzamento di Castelfranco e Castel Govone, Forti di S. Antonio e dell'Annunziata, Castel S. Giovanni). Non mancarono gli interventi nel settore dell'architettura religiosa (nuova facciata di S. Giovanni Battista, rifacimento barocco di S. Biagio, Chiesa e convento di S. Carlo, palazzi signorili, Arco di trionfo). Questo fervore costruttivo unito al continuo passaggio (ed alloggiamento) di truppe militari, costituì per Finale, un condizionamento cruciale dal punto di vista economico e sociale.La dominazione spagnola cessò nel 1707, in seguito alla crisi per la successione al trono di Spagna apertasi con la morte di Carlo II (1700). Vicende alterne portarono alla vendita del Marchesato a Genova (1713). Il passaggio sotto l'antico "nemico" (non senza rivolte come quelle del 1730 e 1734) rappresentava la fine della prosperità vissuta sotto la Spagna. Simbolo della fine di un'epoca è la distruzione di castel Govone da parte dei genovesi nel 1715.
Nel 1740 alla morte dell'imperatore Carlo VI, Finale è coinvolta nelle vicende della guerra di successione austriaca che vede in campo austriaci, piemontesi, inglesi contro Borboni, Francia e Spagna. La Pace di Acquisgrana (1748) significa per Finale il definitivo assestamento sotto Genova. Persa ogni particolare franchigia e protezione internazionale, Finale diventa da questo momento in poi un normale centro di provincia, dipendente dal capoluogo, e resterà solo formalmente marchesato fino al 1795, quando con l'arrivo dei francesi seguirà le vicende della neo costituita Repubblica Ligure.


Turismo - Cultura - Sport

Festa dell’Inquietudine



La Festa dell’Inquietudine è la manifestazione culturale dedicata all’Inquietudine che cerca risposte alle domande quali sono le sue radici e quali espressioni creative produce?

Evoluzione della cerimonia di premiazione dell‘Inquieto dell’Anno nata nel 1996, la Festa, dal 2008 – si svolge, ogni anno nel mese di maggio, presso il Complesso Monumentale di Santa Caterina a Finale Ligure Borgo SV, “Borgo dell’Anno 2008”, uno dei borghi più belli d’Italia.

La Festa ha il patrocinio della Regione Liguria. Il Comitato promotore è costituito da: Comune di Finale Ligure, Fondazione A. De Mari, Cassa di Risparmio di Savona, Provincia di Savona.
La manifestazione è sponsorizzata da GF Group, ILCE, Unione Industriali di Savona.
L’ideazione e l’organizzazione sono del Circolo degli Inquieti di Savona.

L’obiettivo principale delle iniziative promosse attraverso la Festa dell’Inquietudine è quello di diffondere l’idea che l’Inquietudine che caratterizza l’uomo contemporaneo postmoderno può essere fonte di conoscenza e crescita culturale ed essere trasformata in un’azione creativa.

Tale obiettivo viene perseguito attraverso l’organizzazione di iniziative in cui interagiscono più discipline, dalle tecnico-scientifiche alle umanistico-sociali e l’intervento di critici, professionisti, artisti e scienziati, che apportano, innanzitutto, la loro esperienza intellettuale.

Salone dell’Agroalimentare Ligure

    

Il contesto storico-culturale in cui viene allestito il Salone dell’Agroalimentare Ligure è molto particolare: si tratta del Complesso Monumentale trecentesco di Santa Caterina e del centro storico cinto da mura medievali originali.

Il Salone dell’Agroalimentare Ligure è costituito da una vasta area espositiva che ospita oltre 200 espositori ed oltre 30 eventi collaterali all’esposizione di prodotti tipici. Come ormai atteso dal pubblico, il Salone viene suddiviso in aree tematiche: Carruggio del Pesto, Largo dell’Olio, la Cantinetta, Largo del Dolce, Largo degli Orti, Via dei Sapori, AgriPiazza, Saletta Gourmet, Auditorium dei Sapori, Saletta dei Presidi Slow Food, il Giardino dei Sapori e dei Profumi, Largo delle Bontà, area dedicata alle degustazioni gastronomiche con la preparazione delle specialità della cucina tradizionale ligure (farinata, panissa, torte salate, focaccia classica e focaccia di Recco, focaccini ed altre specialità), la saletta della cucina preistorica ricavata all’interno dell’antica “Cappella Oliveri”, Largo dei Fiori e degli Aromi, Largo dell’Agricoltura.

Inoltre è allestita la saletta workshop per l’incontro tra domanda e offerta. In ogni settore il pubblico potrà trovare le migliori produzioni del territorio ligure.
In programma un fitto elenco di incontri didattici, corsi di degustazione, laboratori, seminari e convegni, corsi di cucina, corsi di composizione floreale, corsi sulla preparazione del pesto e delle altre salse liguri e dimostrazioni sulla produzione dei più svariati prodotti della tradizione ligure.

24 Ore di Finale



La 24 ore di Finale Ligure è una delle più importanti competizioni di questo genere nel mondo.

Nata nel 1999 è diventata un punto di riferimento nello sport per il suo stile unico, a metà tra un "Happening" e una competizione Mountain Bike.

Intorno alla gara di 24 ore è nato il Mountain Bike Festival, cui scopo principale è offrire un momento unico di aggregazione, corredato da tutto quel che serve a divertirsi: Concerti dal vivo, Spettacoli, Cibo, Birra, Intrattenimento per bambini, Tour organizzati, Stand espositivi ed eventi collaterali.

L'evento richiama migliaia di Rider da tutto il mondo a confrontarsi e soprattutto divertirsi sullo splendido percorso che caratterizza questa manifestazione. Infatti il tracciato, prevalentemente in single track, rappresenta la sintesi perfetta dei bellissimi sentieri Finalesi: Panorami mozzafiato, Single Tracks sinuosi nella macchia mediterranea più selvaggia e tratti tecnici alternati a divertentissimi Toboga.

Questi Rider ogni anno esprimono a Finale quello che per loro rappresenta la Mountain Bike:
Voglia di Divertirsi, Rispetto per la Natura e soprattutto FAIR PLAY.



Centro Storico del Finale

    
RIEVOCAZIONE STORICA

Un balzo all’indietro di sei secoli. A compierlo sarà l’antico centro murato di Finalborgo, località fra le più ricche del savonese di edifici di interesse storico, entrata nel 2004 a far parte del Club dei Borghi più belli d’Italia. Il “viaggio”, che la riporterà al XV secolo, con botteghe locande popolate da avventori in costume d’epoca, vie e piazze animate da dame e cavalieri, concerti di musica celtica medievale e spettacoli di giullari, giocolieri e mangiafuoco, è organizzato dall’Associazione CENTRO STORICO DEL FINALE di Finale Ligure in collaborazione con gli attori della Compagnia internazionale VIV'ARTE di Oliveira do Bairro (Portugal).

VESSILLO DEL MARCHESATO – TROFEO SBANDIERATORI
Una manifestazione particolare che mette a confronto tre gruppi di sbandieratori, scelti tra i migliori d'Italia, che hanno il compito di entusiasmare una giuria popolare sia con l’abilità che con la spettacolarità coreografica della prova eseguita, non dovendosi basare solo sulle doti tecniche di ogni singolo gruppo come nelle gare tradizionali.
La grandiosa cornice della Piazza Vittorio Emanuele II contribuirà a rendere la manifestazione ancora più suggestiva.


Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose




- Basilica collegiata di San Giovanni Battista, imponente parrocchiale che sorge a Finale Marina.
- Basilica di San Biagio nel borgo medievale di Finalborgo. L'attuale impianto è risalente alla rivisitazione dell'architetto finalese Andrea Storace nel XVII secolo. Vi è custodito il mausoleo dell'ultimo discendente della famiglia carrettesca Giovanni Andrea Sforza Del Carretto.
- Complesso conventuale di Santa Caterina a Finalborgo. Fondato nel 1359 e ricostruito, dopo due secoli, con l'aggiunta dei due chiostri rinascimentali è oggi sede del museo civico. Nell'adiacente chiesa conventuale, ora trasformata in auditorium, sono presenti affreschi del XV secolo.
- Complesso conventuale di San Francesco lungo la strada per Finalborgo. Il suo primo impianto fu edificato nel 1582 e ricostruito nel XVII secolo sui resti di una visitabile preesistente pieve medievale. È sede dei Padri Cappuccini.
- Abbazia di Santa Maria di Finalpia, del Cinquecento.
- Antica chiesa parrocchiale di San Cipriano nella frazione di Calvisio Vecchio. Fu costruita nel XII secolo, tra le più antiche del Finalese, ma successivamente rifatta in stile barocco dal 1704. Secondo alcune fonti originariamente la struttura risultava essere a tre navate. In stile romanico e risalente al Duecento è l'attiguo campanile in pietra del Finale. Oggi la chiesa è abbandonata.
- L'interno barocco della basilica collegiata di San Biagio a FinalborgoNuova chiesa parrocchiale di San Cipriano a Calvisio, edificata in stile neogotico tra il 1930 e il 1932.

- Chiesa antica di San Bartolomeo Apostolo nella frazione di Gorra. Presenta un campanile gotico, cuspidato e con tre piani di bifore, del Trecento. L'edificio è in stato di abbandono.
- Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo Apostolo nella frazione di Gorra. Il nuovo edificio religioso è stato progettato negli anni cinquanta dall'architetto Giuseppe De Negri su commissione del parroco locale don Giuseppe Morelli. La prima pietra verrà posta il 29 settembre del 1957 e quindi aperta al culto religioso dal 1962. La struttura dell'edificio presenta una pianta a croce inclinata; nel campanile sono posizionate otto campane, datate al 1967, e ottenute dalla fusione delle campane della vecchia parrocchiale.
- Cappella di Nostra Signora di Loreto, sita nella località Piazza, presso la frazione di Gorra. Del XVII secolo, localmente è conosciuta con l'intitolazione all'Annunziata.
- Cappella di San Lazzaro, sita in località San Lazzaro, presso la frazione di Gorra. Di antica origine, fu rifatta nel corso del Seicento per volontà del cardinale Carlo Domenico Del Carretto.
- Cappella di Santa Rosalia, sita nella contrada Bracciale, presso la frazione di Gorra. È datata al 1632.
- Cappella di Nostra Signora della Neve, sita nella contrada Valgelata, presso la frazione di Gorra.
- Chiesa parrocchiale di San Dalmazzo nella frazione di Monticello. L'attuale chiesa è il frutto di una ricostruzione in epoca moderna a seguito della distruzione, nel 1934, del vecchio edificio di culto; dell'antico impianto medievale rimangono tracce visibile lungo la base dell'attiguo campanile. In questa chiesa vi si conservano un affresco del XIV secolo raffigurante l'Ultima Cena e un polittico ritraente san Dalmazzo, san Biagio e san Giovanni Battista ai lati, la Madonna col Bambino, santa Lucia e santa Caterina al di sopra; l'opera, restaurata, dovrebbe essere databile al Cinquecento.

- Chiesa parrocchiale di San Giovanni Decollato nella frazione di Olle.
- Chiesa parrocchiale di Sant'Eusebio, costruita a partire dall'XI secolo.
- Chiesa di San Sebastiano nella frazione di Perti. Conserva affreschi del 1493, oltre che al portale del XVI secolo.
- Chiesa di Nostra Signora di Loreto o Chiesa dei Cinque Campanili nella frazione di Perti.
- Cappella di Sant'Antonino nella frazione di Perti. Costruita nel Medioevo presenta, come la chiesa di Sant'Eusebio, parti in stile romanico. La struttura ha una forma a trapezio con abside semicircolare e volta ad oriente; la cripta è del XII secolo.
- Chiesa parrocchiale di San Lorenzo, presso il borgo marinaro saraceno di Varigotti, di forme barocche con campanile stile tardo gotico.
- Chiesa di San Lorenzo, presso Punta Crena e la Baia dei Sareceni, di origini antichissime, fu la prima parrocchiale di Varigotti fino al 1586.
- Oratorio di Sant'Antonio Abate nella frazione di Varigotti.

Architetture civili



- Palazzi Ferri e Mendaro, sul lato a monte di piazza Vittorio Emanuele II a Finale Marina, con tipiche facciate del XVII secolo con finestroni sovrapposti in tre ordini, in seguito rimaneggiati.
- Palazzo Buraggi, sede del municipio a Finale Marina. Edificato sul finire del XVI secolo presenta facciate spartite da allungate lesene e capitelli corinzi, quest'ultimi in parte spariti dalla signorile facciata. - Decorato nel suo interno, lungo lo scalone d'ingresso, da marmorei busti, il palazzo ospitò nel 1702 il sovrano Filippo V di Spagna.
- Palazzo Prasca, del XVIII secolo a Finale Marina, con decorazioni in stucco ed edicola votiva in marmo in facciata.
- Palazzi De Raymondi e Ghiglieri a Finale Marina.
- Palazzo Cavasola, del XVI secolo a Finalborgo, con tracce di affreschi e decorazioni.
- Palazzo Brunenghi a Finalborgo.
- Palazzo del Tribunale a Finalborgo, già centro giudiziario e amministrativo del Marchesato di Finale. Esistente dal XIV secolo, fu ristrutturato dal marchese Giovanni I Del Carretto nel 1462 che affidò il progetto di recupero della struttura a Giorgio Molinari; quest'ultimo ne modificò sia gli interni che gli esterni con la costruzione di una nuova scala e dall'apertura di bifore intramezzate. Il palazzo fu ancora rivisitato negli spazi interni nel 1781 con l'interessamento del governatore Giovanni Benedetto Centurioni della Repubblica di Genova. All'esterno, nella facciata, completamente restaurata nel 2011 ad opera della sovrintendenza della Liguria, presenta tipiche decorazioni pittoriche del Quattrocento. Attualmente è sede dell'ufficio del Giudice di pace.
- Palazzo Ricci a Finalborgo, ristrutturato nel 1528.
- Villa Buraggi, nella frazione di Calvisio, del XVI secolo. Presenta uno scalone d'accesso a due rampe e numerosi busti marmorei in stile rinascimentale.
- Teatro Aycardi presso Finalborgo. Inaugurato nel 1804 è, ad oggi, il teatro ottocentesco più antico del ponente ligure. Il teatro, ricavato dal preesistente oratorio dei Padri delle Scuole Pie su progetto di Nicolò Barella, aveva una capienza di 250 persone distribuiti in ventiquattro palchi e una piccola platea. Per la rappresentazione all'Aycardi fu appositamente scritta nel 1845 l'opera L'Empirico ed il Masnadiero da artisti liguri della locale Accademia Filarmonica. Ad oggi la struttura è chiusa al pubblico per inagibilità dal 1965 nonostante i recenti lavori conservativi delle coperture e della facciata.
- Teatro Camillo Sivori del 1868. Progettato dall'ingegnere Giorgio Finocchio e fortemente voluto dalla comunità di Finale Marina, alla sua costruzione parteciparono artisti come Antonio Brilla e Luigi Baroni con scenografie di Mario e Giuseppe Moscino e sipario del pittore Giovanni Quinzio. Con tre ordini di palchi e platea, per una capienza totale di 400 persone, fu in seguito dedicato a Camillo Sivori - allievo di Niccolò Paganini - che egli stesso inaugurò con un concerto il teatro. Chiuso al pubblico dal 1956 per inagibilità, la struttura attualmente è interessata ad un sostanzioso intervento restaurativo per una prossima riapertura.
- Torre di Belenda, nella località di San Bernardino, edificata nel XIV secolo tra gli oliveti.
- Arco a Margherita Teresa di Spagna. Situato presso il lungomare di Finale Marina, l'arco trionfale fu progettato su disegno dell'architetto finalese Sebastiano Bocciardo. Eretto nel 1666 testimonia il passaggio nel marchesato della figlia di Filippo IV di Spagna, Margherita Teresa, in viaggio verso Vienna per lo sposalizio con Leopoldo I d'Austria. L'arco fu voluto dall'allora governatore del Marchesato di Finale Diego Alverado, cavaliere al servizio della corona spagnola.
- Arco a Carlo Alberto di Savoia. Sito nella parte orientale di Finale Marina, in prossimità dell'oratorio dei Neri e del castello De Raymondi, la sua edificazione avvenne nel 1836 a ricordo del passaggio del sovrano del Regno di Sardegna nel Finalese diretto a Nizza e per celebrare l'apertura della nuova galleria sotto il promontorio di Caprazoppa.
- Ponti romani. Presso il borgo di Verzi, nella valle di Pia, si trova l'antico percorso della via romana attraversante la sovrastante val Ponci. Degli antichi attraversamenti di epoca romana rimangono tutt'oggi i ben conservati ponti, cinque nel totale, detti "Ponte delle Fate" in prossimità delle omonime grotte, "Ponte Sordo" di cui rimane solo la rampa d'accesso, "delle Voze", "dell'Acqua" e "di Magnone" presso la cappella di San Giacomo.




Architetture militari

- Castrum Perticae. Citato nel diploma imperiale di Federico Barbarossa del 1162, nella quale si ufficializzava l'investitura della Marca di Savona a Enrico I Del Carretto, l'edificio potrebbe essere risalente ad un'epoca anteriore all'invasione dei Longobardi e quindi tra il VI e VII secolo. Lo sviluppo e la crescita della capitale Finalborgo portarono dal XIII secolo ad un lento declino e abbandono.
Finale e il suo marchesato era protetta da tre castelli, ora in parte demoliti:
- Castel Gavone (o Govone). Era la sede dei marchesi Del Carretto di Finale a partire dal XII secolo. Nonostante la demolizione di buona parte del castello, effettuata nel 1713 dalla Repubblica di Genova, la "Torre dei Diamanti" (forse del 1492), carenata e bugnata, costituisce uno straordinario esempio di architettura signorile ispirata dall'architetto militare Francesco di Giorgio. Un primo imponente lotto di lavori ha permesso di rendere agibile al pubblico il monumento. Un ascensore permette di salire fino alla sommità della torre dove è possibile avere un'ampia vista del Finalese.
- Castel San Giovanni. Tipica fortezza spagnola, costruita nel 1640-1645, domina tuttora Finalborgo.
- Castelfranco. Innalzato inizialmente dalla Repubblica di Genova nel 1365 in funzione anticarrettesca, venne modificato e circondato da altre fortezze i cui bastioni arrivavano a lambire la costa di Finale Marina, oggi demolite, dagli spagnoli nel XVII secolo. Attualmente chiuso per lavori, la riapertura è prevista per la primavera del 2013 con il completo restauro e recupero del castello.


Monumenti



CENTRO STORICO FINALBORGO

Il centro storico di Finalborgo, l'antico Burgum Fiunarii, per diversi secoli capitale del Marchesato e centro amministrativo di Finale, sorge in posizione strategica sulla piana alluvionale alla confluenza dei torrenti Pora e Aquila. L'origine del Borgo è stata sempre fatta risalire verso la fine del XII secolo, all'epoca del Marchese Enrico il Guercio, ma recenti importanti scoperte archeologiche sembrano retrodatare la sua fondazione di qualche secolo.
Con le mura di cinta (distrutte nel 1448 e riedificate nel 1452), le diverse "porte": Porta Reale (del 1702 accanto alla quale è possibile osservare un grande stemma in rilievo dei Del Carretto), Porta Romana, Porta Testa (del 1452) e Porta Mezzaluna (più in alto verso Castel San Giovanni), le torri semicircolari che interrompevano a tratti le mura (la più bella è visibile sul lato sud), il Borgo conserva le caratteristiche di abitato fortificato nella sua struttura Quattrocentesca, posteriore alle distruzioni conseguenti alla guerra con Genova (1448). I palazzi quattrocenteschi e di epoca rinascimentale, modificati nel periodo della dominazione spagnola, impreziosiscono il tessuto urbano. Palazzo del Municipio, in origine della famiglia Ricci è uno dei migliori esempi di architettura del primo Rinascimento in Liguria; Palazzo Cavassola (che ospitò Pio VII, illustra le concezioni decorative della Finale del Seicento) e Palazzo Gallesio in via Gallesio; Palazzo Brunengo in piazza Aicardi si contraddistingue per la loggia a doppia arcata (Loggia del Ramondo) ed il grande stemma familiare ormai poco visibile; Palazzo del Tribunale nell'omonima piazza (già dimora dei Del Carretto, quindi dei Governatori spagnoli e genovesi, del Tribunale del Circondario, infine della Pretura), denuncia già nella facciata le complesse trasformazioni subite in varie epoche; Palazzo Messea e Palazzo Arnaldi (splendido esempio di facciata in stile barocco, movimentata da stucchi straordinari) nella stessa piazza; Palazzo Chiazzari in piazzetta Doria.  


CONVENTO DI S. CATERINA

La chiesa e il convento di S. Caterina, oggi quasi interamente restaurati, rappresentano il più importante complesso monumentale di Finalborgo ed un contenitore culturale di eccezionale importanza. Attualmente ospitano, infatti, il Museo Archeologico, una Sala Congressi, l'Oratorio dei Disciplinanti riservato a Mostre ed Esposizioni. Il complesso fu voluto, nel 1359, dai Marchesi del Carretto con l'intento di dotare la famiglia di un'area sepolcrale monumentale, riaffermando al contempo il proprio prestigio e potere.  Costituendo una specie di "zona franca" nel confronto sociale e politico del tempo, fu risparmiato nel saccheggio del 1448. Occupato dai Domenicani dal 1381 al 1802 (soppressione degli ordini religiosi), dal 1864, per circa un secolo fu destinato a reclusorio. La primitiva chiesa dedicata a S. Caterina (prima metà del XV secolo) aveva tre navate, con colonne in pietra del Finale e tre absidi (due quadrate e una semicircolare) rivolte a Nord. Subì profonde trasformazioni (compreso lo spostamento dell'abside dal lato opposto) nella prima metà del XIX secolo ed in seguito alla trasformazione del complesso in carcere. Da piazza S. Caterina è possibile osservare il fianco sud della chiesa con i portali gotici detti "delle Donne" e "degli Uomini" (uno ornato dal fregio con l'Agnus Dei e gli stemmi dei Del Carretto) e la torre campanaria. Affiancano il corpo della chiesa due splendidi chiostri comunicanti tra loro di epoca rinascimentale, dovuti al Cardinale Carlo Domenico Del Carretto, costruiti tra il 1500 e il 1530 nel periodo di massimo splendore del complesso conventuale (in questo periodo S. Caterina è culla di alcune figure di spiccata santità legate all'ordine domenicano). I chiostri sono circondati da locali di varie epoche e, al piano superiore, quelle che una volta erano le sale e le celle che ospitavano i monaci, accolgono oggi gli importanti reperti del Museo Archeologico del Finale.  


ARCO TRIONFALE DI CARLO ALBERTO
Arco trionfale che sorge all'ingresso orientale della città, adiacente al Viale delle Palme in prossimità dell'Oratorio dei Neri e del Castello De Raymondi, fu eretto nel 1836 per celebrare il passaggio di Re Carlo Alberto diretto a Nizza e l'apertura della galleria sotto la Caprazoppa.

PIEVE DEL FINALE
La Pieve del Finale, monumento paleocristiano e altomedioevale, è una scoperta relativamente "recente" essendo stata messa in luce negli scavi del 1940 e il 1945. Si trova esattamente sotto l'attuale Chiesa dei Padri Cappuccini e segna la località ad fines ove convennero da epoca remota gli abitanti dei dintorni per darsi un'organizzazione comune. Sacra a S. Giovanni Battista, fu per dieci secoli circa la chiesa battesimale di tutto il Finale, finché le sue prerogative passarono alla più grande collegiata. Oggi la pieve si presenta come una grande aula rettangolare absidata e si sovrappone direttamente a livelli d'uso di età imperiale romana (I-IV secolo). Alcuni reperti suggeriscono, infatti, che la chiesa primitiva sarebbe sorta sull'area di un abitato romano, probabile centro del pago Pollupices. Gli scavi della Pieve hanno riportato alla luce l'altare in muratura, la "confessione" per le reliquie dei Martiri, i resti della "schola cantorum", la vasca battesimale, un'iscrizione funeraria (epigrafe di Paula) con la probabile data della chiesa (517 d.C.), due tombe a cassa laterizia del IV e V secolo, i pilastri del successivo allargamento a tre navate (VII o VIII secolo). Altre modifiche della chiesa risalgono al XII-XIII secolo; quelle decisive, che trasformarono l'interno alla maniera barocca, al Seicento.


TEATRO AYCARDI

"Un piccolo teatro sì, ma elegante vi fu fatto edificare - scriveva Goffredo Casalis nel 1840 - in sul principio di questo secolo da varie persone di questa città a proprie spese". Le più importanti famiglie di Finalborgo, nel 1803 avevano, infatti, stilato un programma con l'intento di dotare la città di "un conveniente locale" che contribuisse ad abbellirla, "all'istruzione della gioventù, ed a formare i buoni costumi". Il teatro, capace di 250 posti distribuiti in 24 palchi e una piccola platea, fu ricavato utilizzando l'Oratorio dei Padri delle scuole Pie, secondo il disegno dell'ingegnere Nicolò Barella. Lungo l'Ottocento, ospitò con buona regolarità compagnie di prosa e di musica. Come fatto indicativo della grande passione dei finalborghesi per la musica, si ricorda l'allestimento da parte dei filodrammatici locali di un'opera appositamente scritta per l'Aycardi, L'empirico ed il Masnadiero, su libretto di Lazzaro Damezzano e con la musica di G.B. Oldoini, nel 1845. Nella seconda metà dell'Ottocento non mancarono rappresentazioni delle più celebrate opere di Bellini, Donizetti e Verdi. Nel Novecento il teatro fu utilizzato soprattutto dai filodrammatici locali, dai circoli culturali, e dall'Accademia Filarmonica. Il Teatro Aycardi fu chiuso per inagibilità nel 1965. In attesa del recupero integrale, negli ultimi anni sono stati effettuati interventi di restauro del tetto e della facciata.

TEATRO SIVORI

L'edificazione del Teatro Sivori (progetto dell'ingegnere finalmarinese Giorgio Finocchio) rispondeva ad un vecchio desiderio della popolazione di Finalmarina che, dal 1824, in seguito alla restituzione al Collegio Ghiglieri di un grande locale nell'omonimo Palazzo utilizzato per gli spettacoli, era rimasta priva di un locale adatto agli spettacoli. Le spese di costruzione furono ripartite tra il Comune e le famiglie più importanti del paese. Furono chiamati a lavorare alle decorazioni artisti come Antonio Brilla (1813-1891), famoso scultore savonese e Luigi Baroni specialista in ornato. Mario e Giuseppe Moscino realizzarono invece le scenografie ed il celebre pittore Giovanni Quinzio (1832-1918) il sipario. Il teatro aveva una capienza di 400 posti (tre ordini di palchi ed una platea) e fu dedicato a Camillo Sivori (1815-1894), unico allievo di Paganini, virtuoso e concertista di fama internazionale che lo inaugurò con due concerti nel dicembre del 1868. Per molti decenni il Sivori costituì la sede ideale per ogni tipo d'attività culturale ospitando spettacoli di prosa, stagioni operistiche, concerti, operette, spettacoli d'arte varia, riunioni, veglioni carnevaleschi, proiezioni cinematografiche, conferenze e così via. Dei tanti artisti che ne calcarono le scene ricordiamo almeno: Riccardo Stracciari, Lina Pagliughi, Antonietta Stella, Vittorio De Sica, Marzari e Sorrentino. Chiuso per inagibilità nel 1956, il Teatro Sivori è oggi in fase di recupero (di recente sono stati restaurati il tetto e la facciata) secondo il progetto dell'architetto Ettore Piras, che si propone di riportare l'edificio al suo antico splendore dotandolo al contempo di tutte le necessarie infrastrutture.

PONTI ROMANI

Oltrepassato il villaggio di Verzi, in fondo alla valle di Pia, si ritrova il percorso della via romana che s'addentra nella sovrastante Val Ponci.
Per evitare i dirupi di Capo Noli, la via Giulia Augusta (13 a.C.), sulle tracce della più antica Via Aurelia, si dirigeva verso l'interno e, dal valico di Magnone, scendeva verso Finale.
Cinque grandi ponti di perfetta costruzione assicuravano l'attraversamento del torrente.
Particolarmente notevole il primo, detto "Ponte delle Fate" (perché prossimo all'omonima grotta) praticamente intatto. Ben conservati sono anche il terzo ed il quarto, detti rispettivamente "delle Voze" e "dell'Acqua". Del secondo, "Ponte Sordo", si conserva solo la rampa d'accesso.


VARIGOTTI E LA CHIESA DI S. LORENZO

La storia di Varigotti (nome di origine romana) si confonde solo nei tempi più recenti con quella di Finale. In questa località costiera, ricca di anfratti e rupi a strapiombo, si era insediato da epoca remota un nucleo di Liguri pescatori e marinai. In età imperiale e bizantina la penisola (Punta Crena) fu fortificata e divenne importante stazione sede di un castrum distrutto da Rotari nel 641.
In tale circostanza Varicottis è ricordata dal cronista Fredegario insieme ai più importanti centri della Riviera. Rimase intatto il complesso di S. Lorenzo (forse sede di un cenobio monastico basiliano del IV-V secolo), che nel 1127 fu ceduto ai benedettini di Lerins. L'abbazia godette di un periodo di grande prosperità nel XIII secolo anche perché i Del Carretto utilizzarono il porto naturale sottostante ("Porto dei Saraceni") come loro principale base marittima. Nel 1341, in seguito alla prima guerra con Genova, il porto fu completamente interrato. L'antica chiesa di S. Lorenzo sorge in uno dei posti più suggestivi della Riviera, a ridosso delle rupe di Capo Noli. Della primitiva struttura altomediovale sopravvivono frammenti di età bizantina murati nelle pareti. Una parte molto antica, forse di età preromana, è costituita dall'abside quadrata con monofore di mattoni ad arco ribassato. Il fronte verso il mare, con le due porte principali a sesto acuto è di epoca gotica. L'interno oggi è spoglio di decorazioni ma custodisce elementi di varie epoche: il muro a monte di età preromanica, una grande tomba degli abati, l'acquasantiera, e sotto il pavimento ossari e tombe molto antiche. Notevole la sacrestia aggiunta in periodo gotico. A più riprese, in passato, attorno alla chiesa sono state trovate tombe di età tardo romana. Nel XV secolo, a ponente del Promotorio, sulla striscia costiera pianeggiante si formò un nuovo borgo che si sarebbe poi dotato di una nuova chiesa, l'attuale parrocchiale, anch'essa dedicata a S. Lorenzo (di struttura tardo gotica è il campanile; il corpo è di epoca barocca). La parte più antica di Varigotti è formata da un nucleo di abitazioni, che riproducono un tipo di casa quasi unico in Riviera, derivato da una remota tradizione mediterranea in cui, erroneamente, si è voluto riconoscere una prova dell'origine arabo-saracena del paese.
La forma di queste case è molto semplice ma al tempo stesso assai caratteristica: quattro pareti disadorne terminanti con un attico o parapetto rettilineo che nasconde una terrazza a cupoletta in mattoni. Varigotti fu comune a sé fino al 1869, quando fu aggregato a Finalpia e quindi, dal 1927, inserito nel comune di Finale Ligure.

Aree naturali

Nel territorio di Finale sono state ritrovate numerose caverne, abitate dall'uomo primitivo.
Caverna delle Arene Candide. Si trova ad occidente del promontorio della Caprazoppa. Vi sono numerose sepolture, fra cui quella di un ragazzo di sedici o diciassette anni - chiamato il Giovane Principe - risalente al Paleolitico superiore, morto, secondo le ricerche e gli studi effettuati, ad un attacco di una belva circa 24 000 anni fa.
Caverna della Pollera. Una delle più vaste nel comprensorio locale e provinciale, sono stati rinvenuti al suo interno importanti materiali del Neolitico, segno che il territorio del Finalese è stato un centro creativo molto importante. Sono stati inoltre rinvenute forme esclusive di ceramica a bocca quadrilobata.
Promontorio di Punta Crena a Varigotti. Un uliveto sul mare con vista sulla spiaggetta dei saraceni considerata una delle più belle d'Italia alla quale si accede solo dal mare. Il promontorio conserva una antica torre di avvistamento ed i resti di un convento.


Clima

Il clima di Finale Ligure, è di tipo mesomediterraneo, con ombrotipo subumido, il crinale montuoso che si sviluppa tra il monte Settepani e il Pian dei Corsi, mantenendosi ad altitudini quasi sempre comprese tra i 1000 e i 1400 m, costituisce un'importante barriera climatica, impedendo l'influenza diretta sul clima costiero delle masse d'aria fredda che, in inverno, stazionano sulla Val Padana e sul versante settentrionale delle Prealpi Liguri, inoltre i venti settentrionali, nella loro discesa verso la costa, si riscaldano per effetto della compressione adiabatica.

Ne consegue che le località litoranee, facenti parte del Comune di Finale Ligure, abbiano un microclima caratterizzato da inverni miti, con temperature medie giornaliere che, nel trimestre dicembre-febbraio si attestano attorno ai +9/+10 °C, anche le gelate risultano assai sporadiche (la media è appena superiore a 1 giorno/anno), così come le nevicate che sono molto rare (1 o 2 giorni di neve a decennio, contro i circa 2 giorni/anno della zona di Savona).

Le frazioni collinari (Perti, Gorra, Olle, Monticello, Le Mànie) e quelle di fondovalle (Finalborgo, Calvisio) sono leggermente più fredde di quelle costiere (Finalmarina, Finalpia, Varigotti), rispettivamente per l'effetto dell'altitudine (comunque modesta) e dell'inversione termica, tuttavia anche queste località sono contraddistinte da microclimi complessivamente molto miti in inverno. Le estati a Finale Ligure sono calde (valori medi di luglio e agosto, lungo la fascia litoranea, attorno ai +24/+25 °C), ma ventilate e meno umide che in altre zone del litorale ligure.

Le precipitazioni sono moderate, attestandosi attorno a valori medi di circa 800 mm/anno e hanno distribuzione prevalentemente autunnale (ottobre-novembre) con un secondo massimo precipitativo nella prima parte della primavera (marzo-aprile), la loro distribuzione è irregolare, infatti i giorni di pioggia sono meno di 60/anno e ciò può portare sia a periodi siccitosi di discreta durata, sia a fenomeni precipitativi molto intensi, con carattere talvolta di nubifragio, si tratta di una caratteristica tipica di quasi tutta la Liguria.


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